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Us + Them, di Sean Evans e Roger Waters. La recensione

“And after all we’re only ordinary men”

Resist! Se una centrale nucleare s’ è innalzata davanti ai vostri occhi e se siete stati racchiusi in un prisma disegnato con lame lucenti ad assistere alla memorabile “The Great Gig in the Sky” cantata da due coriste con il caschetto biondo che sostenevano il palco imponente, scintillanti nella loro polvere di brillanti, vuol dire che in precedenza avevate acquistato il biglietto per il concerto evento di Roger Waters  US+THEM.

“Trump è un maiale!”! Siete stati ad osservare la  libertà d’espressione dell’artista stampata su uno schermo mastodontico mentre la musica dominava la folla in delirio?

Qualora non foste rimasti impressionati da un’esperienza intensa quanto rivoluzionaria come questa, a cui hanno preso parte più di due milioni di persone nel mondo, il 7,8 e 9 ottobre il cinema viene in vostro soccorso e vi mostra in sala  l’epopea dell’ultimo Tour di Roger Waters, leggenda  dell’ex bassista dei Pink Floyd.

Per il regista Sean Evans, che ha collaborato con lo stesso Waters in fase di ideazione del progetto, si è trattato di una sfida: egli si è prodigato per restituire le emozioni che la serie di concerti si era posta di suscitare negli spettatori, curando i particolari delle riprese delle performances dal vivo dei musicisti, riprendendo ogni singolo momento accaduto sul palco; tant’è vero che il montaggio  del film segue pedissequamente l’ordine cronologico dettato dalla scaletta del format dell’evento.

Le scene del film che riprendono la totalità degli spettatori presenti ai concerti seguono i momenti di apertura musicale di alcuni brani, quasi a suggellare il climax sonoro delle musiche scelte per il tour;  oppure mostrano il coinvolgimento della gente durante l’intro di celebri pezzi che hanno cambiato la storia della musica. Per esempio, quando si odono i versi dei maiali nell’incipit di Pigs, nel film sono visibili dei  grossi palloni gonfiati raffiguranti i porci che volano sulla folla, a sottolineare la forte impronta politica dell’evento :

“Big man.pig man, ah ah charade you are. You well heeled big wheel, ah ah charade you are. And when your hand is on your heart, you’re nearly a good laugh,almost a joker.”

L’obiettivo  di questa operazione mediatica consacrata con il lungometraggio è quello di superare il  lavoro precedente, The Wall, film realizzato nel 2014;  anch’esso ideato per essere un cofanetto contenitore del tour di  Roger Waters, da mostrare sul grande schermo tramite proiezioni pensate per essere un “evento”.

Questa volta il desiderio a cui sottendono i realizzatori di Us+THEM il film è quello di  far piangere la gente, come ha dichiarato lo stesso Waters, in maniera tale da portarla a reagire dopo la catarsi dovuta alla commozione e all’esperienza sensoriale, visivamente e musicalmente costruita per essere vissuta in termini assoluti da parte di un pubblico che vuole ancora immergersi nel sogno, anche standosene comodamente seduto su una poltrona.

La spiaggia desolata su cui una donna osserva l’orizzonte con gli occhi svuotati di meraviglia, contenenti una speranza remota e tanto dolore, aprono la scena del concerto: le immagini sono poderose e gigantesche, si stagliano nel silenzio del rumore del mare riprodotto sullo schermo scenografico che sovrasta il palco.

Il silenzio si propaga nel vento e sulle teste degli spettatori,  poi parte la musica, esemplare, eseguita con sentita partecipazione anche fisica da un Waters provocatore, infiammato, che  durante il concerto si lascia incatenare per davvero e che sente addosso la pena del mondo intero.

Difatti il film-evento è stato realizzato anche per affermare un messaggio politico che Waters sostiene fortemente e che ha ribadito a Venezia, quando ha presentato il lavoro in occasione della 76 Mostra internazionale d’Arte Cinematografica:

E’ un film di denuncia della solitudine sociale, della violenza e dell’incomunicabilità dei più deboli,a cui i politici non mostrano ascolto.

Rogers si sente il salvatore dell’umanità, nel suo tentativo magistrale è un tantino esasperante nel dar voce all’anima degli umiliati. In questo senso i suoi sono stati  quasi dei concerti atti a ricreare atmosfere utopiche: per quanto affascinante fosse il messaggio di resistenza  stampato sugli struscioni esso  sembra quasi destinato a rimanere irrealizzato. Da questa consapevolezza, abbastanza concreta, trae altresì forza evocativa l’intera operazione di marketing e di vendita del prodotto  artistico pensato da Waters e dai suoi.

D’altronde se non ci riesce la musica dei Pink Floyd a scatenare le contraddizioni che suggellano il fuoco del nostro inferno, cosa mai potrebbe muoverci contro gli abusi di potere?

Vi consiglio di vedere al cinema questo splendido prodotto avente un’ acustica  fantastica, che s’inserisce nel solco delle riflessioni che l’evento mediatico del film Joker di Todd Phillips ha scatenato in questi giorni.

“The lunatic is in the hall
the lunatics are in the hall
the paper holds their folded faces to the floor
and every day the paper boy brings more”

*Questi versi sono  tratti da BRIAN DAMAGE, dei Pink Floyd. Il brano è presente nel film US+THEM di Sean Evans e Roger Waters.

Buona visione!!!

Anna Moretti

Regia: Sean Evans, Roger Waters
Distribuzione: Nexo Digital  con i media partner Radio DEEJAY, Rockol.it, Onstage, MYmovies.it.
Durata: 135′
Origine: USA, 2019

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