Diventa virale il video sul buco nero di Carini, la pecora nera dei nostri mari

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Esempi positivi però, ce ne sono. E queste immagini ce lo dimostrano.

 Mondello, Capaci, Isola delle Femmine, Capaci, Cinisi, Terrasini, Balestrate. Fiori all’occhiello di cui vantarci per promuovere il nostro territorio. Guai, però, a nominare il Comune di Carini perché potremmo essere inghiottiti dal buco nero in cui è caduto questo tratto di costa, del quale gli amministratori comunali hanno deciso di disinteressarsi.

Facendo, infatti, una semplice passeggiata si potrebbero ammirare le tante discariche abusive a cielo aperto, le innumerevoli villette abusive che, non solo scaricano a mare rendendolo non balneabile, ma hanno chiuso arbitrariamente gli accessi a chiunque. Nonostante non paghino le relative concessioni demaniali.

La differenza, in tutto questo, la fanno privati come gli abitanti del residence Marinalonga, che hanno dimostrato che le cose belle si possono realizzare. Una bellezza certamente riservata a chi paga la concessione demaniale, ma che consente ai non residenti di accedere negli spazi demaniali. Tutto nella più assoluta trasparenza e legalità.

Se, quindi, il Comune avesse gestito negli anni la costa come i privati, oggi Carini non sarebbe la pecora nera delle coste. Oggi a Carini ci sarebbero tanti giovani che lavorano grazie alle concessioni della costa date ai privati. Ci sarebbero anche più investitori invogliati e portare i loro capitali da noi.

E invece, questa è l’unica parte della costa che non decolla pur essendo vicina all’aeroporto. Probabilmente anche perché gli stessi carinesi non hanno neanche il tempo di godersi una passeggiata sostando su una delle panchine del lungomare. Se lo facessero, rimarrebbero stupiti dal fatto che anche le panchine danno le spalle al mare. Forse, sin  da quando vennero installate tanti anni fa, si fece l’ennesima scelta di distogliere lo sguardo dallo scempio favorito negli anni?

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