Coronavirus: 83.049 i malati, 2.477 più di ieri

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Sono 13.915 i morti dopo aver contratto il coronavirus, con un aumento rispetto a ieri di 760. Mercoledì l’aumento era stato di 727

Sono complessivamente 83.049 i malati di coronavirus in Italia, con un incremento rispetto a ieri di 2.477. Mercoledì l’incremento era stato di 2.937. Il numero complessivo dei contagiati – comprese le vittime e i guariti – è di 115.242. Il dato è stato fornito dalla Protezione Civile.  Sono 18.278 le persone guarite in Italia dopo aver contratto il coronavirus, 1.431 in più di ieri.   Ieri l’aumento dei guariti era stato di 1.118. Sono 13.915 i morti dopo aver contratto il coronavirus, con un aumento rispetto a ieri di 760. Mercoledì l’aumento era stato di 727.

“Il 61% del totale dei contagiati è in isolamento domiciliare senza sintomi o con sintomi lievi, numero cresciuto anche percentualmente, e si riduce il numero degli ospedalizzati”. Ieri la percentuale si attestava al 60%.

“Le donazioni sul conto corrente della Protezione civile sono arrivare a 101 milioni e 246 mila euro, una cifra importante, grazie alla generosità di grandi e piccoli donatori. Rispetto a ieri abbiamo speso altri 1,8 milioni, per un totale di 9,9 milioni, per acquistare ventilatori e dispositivi di protezione individuale (Dpi)”. Lo ha detto il commissario Angelo Borrelli in conferenza stampa alla Protezione civile.

Servizi mirati e rafforzamento dei controlli della polizia locale a Roma soprattutto sulle strade consolari e sulle direttrici verso il mare in vista del weekend di Pasqua. Sarà massima l’attenzione per monitorare eventuali spostamenti verso il mare, verso le seconde case e in tutte le aree verdi e i parchi. Verranno effettuati posti di blocco con controlli a campione, dove possibile, incanalando tutte le auto in sicurezza per verificare il rispetto delle misure di contenimento.

Polemica tra il governatore della Lombardia Fontana eil ministro Boccia. ”Direi che è un altro giorno positivo perché stiamo assistendo a questo procedere in linea senza aumenti rispetto ai giorni precedenti, quindi si sta verificando quello che i nostri esperti hanno previsto cioè che inizi fra qualche giorno questa benedetta discesa”, ha detto il governatore della Lombardia Attilio FontanaNon si placa però la polemica con il governo. “Da Roma stiamo ricevendo briciole. Se noi non ci fossimo dati da fare, avremmo chiuso gli ospedali dopo due giorni”, ha detto il governatore. Pronta la replica del ministro Boccia: “Non ho voglia e tempo di fare polemiche, lo Stato sta facendo di tutto. Se ci fosse dall’alto una grande telecamera si vedrebbero in Italia in giro solo mezzi militari, scaricano materiali per le Regioni, specie per la Lombardia. E tutto è online nel dettaglio su siti di Protezione civile e dei ministeri”. Controreplica Fontana: “Credo sicuramente a quello che dice il ministro Boccia ma credo anche ai dati in mio possesso. Faranno quello che sarà possibile, ma per ora ha fatto molto ma molto di più la Regione”, ha aggiunto.



Un’altra polemica è quella sulle “uscite da casa”. “O diamo tutti lo stesso messaggio o il cittadino si sente disorientato e allenta la tensione”, ha precisato l’assessore al Welfare della Regione Lombardia Giulio Gallera tornando sulla circolare del Viminale sulle passeggiate con i bambini. Riferendosi ai dati in calo dell’epidemia, Gallera ha sottolineato che i “se riusciamo a mantenere il distanziamento sociale e l’isolamento, evitiamo che le persone si infettino e vinciamo la nostra battaglia”, ha concluso.

Intanto Milano ha chiuso il forno crematorio fino al 30 aprile a causa dell’aumento dei decessi che vi sono stati in città.

Nel resto d’Italia notizie positive arrivano dallo Spallanzani di Roma: i pazienti Covid ricoverati sono 197. Di questi 24 necessitano di supporto respiratorio. I pazienti dimessi sono in totale 180. Continua il trend di aumento del numero di dimissioni in parallelo ad un minor numero di ricoverati.

Si aggrava però il bilancio dei medici vittime del virus: in Italia ad oggi ne sono morti 69.
In Vaticano si registra il settimo caso di contagio.

Osservati speciali sono case di riposo, carceri, centri migranti. A Bologna si è registrata la prima morte di un detenuto per Covid-19, che però si trovava agli arresti domiciliari in ospedale. Un altro fronte di preoccupazione riguarda le case di riposo per anziani, dove il contagio può diffondersi e colpire categorie a rischio. Nella provincia di Pavia sono morti 100 anziani in un mese. Sotto controllo anche i centri di migranti: non a caso il Viminale ha chiesto che nei centri di accoglienza, per evitare spostamenti, siano per il momento trattenuti anche coloro che non avrebbero “titolo”. (ANSA)


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