Aiutiamo e sosteniamo la danza

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“Christian Carapezza invita tutti a supportare le scuole di danza in Italia”

Con il nuovo decreto legge approvato dal Governo, dall’ 8 marzo 2020 tutte le scuole di danza di tutta Italia, hanno dovuto chiudere obbligatoriamente, a causa dell’emergenza Covid-19. Inizialmente, tale decreto prevedeva la chiusura fino al 3 aprile ma, ad oggi, come tutti sappiamo nulla è cambiato e non sappiamo fino a quanto durerà.
Come stanno vivendo questo momento gli insegnanti e i titolari delle stesse scuole? Raccogliendo le testimonianze e gli stati d’animo di molti di loro, sembra regnare paura e incertezza del futuro, ma, anche un grande disagio presente a causa dell’abbandono economico da parte dello stato per queste figure professionali. Come molti sappiamo, gli insegnanti e i titolari delle suddette scuole vivono attraverso le quote dei mensili che versano coloro che frequentano i corsi, e con il guadagno del saggio di fine anno, nella maggior parte dei casi ci si pagano gli affitti e le spese vive nei mesi estivi in cui le scuole sono chiuse.

Christian Carapezza

In questo momento queste scuole stanno continuando a pagare gli affitti di tasca loro senza nessun aiuto! Il famoso bonus di 600 euro è erogabile solo per i titolari di partita Iva e questo esclude il 90% delle scuole in quando registrare come asd (associazioni sportive dilettantistiche) e similari.
Visto questa situazione e senza un’ immediata riapertura, queste scuole rischieranno la chiusura non potendo sostenere spese continue senza introiti. Ricordiamoci che la scuola di danza non è solo un luogo in cui si apprende una disciplina, ma è anche un luogo di aggregazione, scambio di emozioni, sostegno morale e sicuramente crescita personale per i nostri figli. Spesso gli insegnanti infatti attenzionano problemi personali o familiari dei loro allievi diventando un punto di riferimento anche nella loro vita personale. Attualmente, molti di loro, fanno lezioni on line gratuitamente per mantenere questo rapporto umano con i propri allievi.
Alla luce di tutto questo, e ricordando che nessuno li sta aiutando, se veramente loro sono stati e continuano ad essere un punto di riferimento, dovremmo ora esserlo noi per loro. Se ogni famiglia, se ognuno nel suo piccolo, potendolo fare, omaggiasse almeno una quota del mensile di danza o quello che si può alla scuola, forse a settembre non si troverà la saracinesca chiusa di quella che è stata per molti una seconda casa e una seconda famiglia. Un insegnante, o un titolare di scuola non vi chiederà mai un aiuto economico per una sua etica professionale anche se è in difficoltà. Se non vogliamo che il peggio accada, aiutiamo nel nostro piccolo e sosteniamo le scuole e gli insegnanti di tutta Italia.
Grazie dell’attenzione e per chi crede nella danza e nel lavoro degli insegnanti rifletta e condivida questo mio personale pensiero. Le scuole di danza hanno bisogno ora di tutti noi! Christian Carapezza.


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