Palermo, il grido di dolore dei titolari delle case vacanze dimenticate dal Governo

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Il consigliere comunale  Alessandro Anello e la consigliera della prima circoscrizione di Palermo Maria Pitarresi a seguito delle numerose istanze raccolte dai titolari di B&B, case vacanze e strutture extra alberghiere presenti principalmente nel centro storico di Palermo rappresentano che quest’ultimi sono stati completamente dimenticati dal decreto “Cura Italia”.

Tali soggetti infatti si ritrovano fortemente discriminati atteso che non possono usufruire, ad oggi,  di nessuna forma di sostegno.

Queste categorie svolgono un ruolo fondamentale sia per la ricezione del notevole flusso turistico che negli ultimi anni si è avuto nella nostra città, sia per la riqualificazione del centro storico della città.

Oggi non può essere trascurato proprio chi ha investito tutto in un settore fondamentale per una città come Palermo che ha visto crescere notevolmente i flussi turistici negli ultimi anni.

In tanti si dedicano ad esso come unica attività lavorativa da cui percepiscono l’unica fonte di reddito per le proprie famiglie.

I proprietari delle case vacanze sono soggetti obbligati al versamento delle trattenute Irpef tramite dichiarazione dei redditi e al versamento della tassa di soggiorno, risorsa fondamentale per il Comune di Palermo.

Attualmente, in questo stato di emergenza tali operatori si ritrovano in condizioni molto critiche. Sono stati i primi ad essere colpiti dal blocco generale che ha portato alla disdetta di tutte le prenotazioni da parte dei turisti, con conseguente grave pregiudizio economico proprio all’inizio della stagione lavorativa (basti pensare al ponte delle festività pasquali).

Molti di loro sono in condizioni davvero critiche e pertanto anche tali soggetti  hanno diritto ad essere aiutati e assistiti senza nessuna disparità di trattamento.

E’ per tutte queste motivazioni che chiedono al sindaco di Palermo non solo di sospendere il pagamento della tassa di soggiorno ma di destinare anche direttamente agli operatori parte degli introiti già ricevuti attraverso i pagamenti della tassa di soggiorno dell’ultimo anno proprio per aiutare l’intero settore  a mantenere aperte le strutture in attesa che i flussi turistici tornino a crescere come prima.

Chiedono inoltre al sindaco di voler portare all’attenzione del governo nazionale e del governo regionale una serie di misure d’aiuto all’intero settore completamente dimenticato, quali per esempio interventi economici a fondo perduto o interventi a sostegno delle strutture ricettive con l’emissione di vouchers da poter destinare ai turisti per incrementare i flussi turistici.


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