Notre Dame de Paris: il musical, la parola al cast

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Lotta contro le discriminazioni sociali e per la conquista di un amore travagliato, non corrisposto, infine tragico, nella tensione tra amore vero, lussuria e capriccio passeggero.

Questi, in sintesi, i temi salienti del celebre musical “Notre Dame de Paris”, messo in scena in due serate sfavillanti di luci, musica e colori, all’interno della cornice dello storico teatro Vito Zappalà di Palermo, gli scorsi 1 e 2 Agosto.

Gli attori e i ballerini, protagonisti dello Spettacolo, appartengono alla Compagnia Teatrale Ananche, già impegnata nella stessa rappresentazione negli anni passati, e testimone di notevoli riscontri positivi del pubblico.

Un impegno di performance e immedesimazione nel personaggio, quello che ha coinvolto gli attori del Musical, e che ha altresì richiesto una regia esperta e sensibile, quella del Maestro Calogero Spina.

“Quello che veramente importa per me – sottolinea Spina – in quanto regista del Musical, è che l’attore si immedesimi nel personaggio, così che riesca a trasmettere le emozioni della storia, poichè solo in tal modo il pubblico saprà far emozionare l’attore, in un circolo virtuoso di sintonia tra pubblico e attore. In questo specifico musical ho notato un feeling speciale quasi istantaneo tra Quasimodo ed Esmeralda: d’altronde gli attori sono come animali da palcoscenico, e devi saper dosare lodi e consigli per migliorarsi. Un plauso personale per Frollo che si è esibito giorno 1, sostituto dell’attore titolare, una scommessa vinta, poichè il personaggio da interpretare non è stato semplice e l’attore lo ha davvero sentito sulla propria pelle”.

E di personaggi complessi e riusciti, questo Musical, è davvero colmo, a partire dalla figura di Quasimodo, tanto innamorato quanto mostruoso nell’aspetto, e di Clopin, capo degli zingari, che cresce Esmeralda, con il sentimento di protezione che si deve a una sorella.


“La storia d’amore tra Esmeralda e Quasimodo, come quella tra Romeo e Giulietta, conosce un epilogo tragico – commenta Alessandro La Barbera, nel ruolo di Quasimodo – Eppure questo non deve spingerci a non credere nell’amore e, soprattutto, a distinguere quello autentico da quello carnale e passeggero. In questo caso Febo non provava un amore forte per Esmeralda, Quasimodo ed Esmeralda saranno uniti solo oltre la vita e comunque Quasimodo sarà l’unico a rimanere accanto all’amata davanti al corpo morente. L’amore oltre la vita terrena, la fratellanza, l’amicizia e la non discriminazione: questi i temi del Musical, e personalmente sono sempre rimasto colpito dal personaggio di Clopin, il capo degli zingari, e dal suo sincero affetto fraterno per Esmeralda, oltre che per il suo popolo bistrattato”.

“Ho subito sentito la parte di Esmeralda come mia – dichiara Valentina Coppola, la zingara contesa da Quasimodo, Frollo e Febo – Come lei anche io credo nei sentimenti e nell’amore, nell’ingenuinità di chi ha poca esperienza. Come molti hanno osservato, Esmeralda non sopravviverà alle invidie dell’amore malsano, ma questo non deve spingerci a non lottare per l’amore Vero, quello che ci starà accanto nei momenti di fragilità. Inoltre è molto importante per me il tema dell’integrazione sociale, dell’abbattimento delle barriere, di un mondo giusto, senza esclusi, e senza però, a mio avviso, che si debba ricorrere alla violenza. Credo di poter trovare, in questa mia dichiarazione, il parere unanime dei miei colleghi e di tutti quelli che lottano per la solidarietà”.

In attesa della replica prevista il prossimo 10 Agosto a Castellammare del Golfo, un nuovo invito a riflettere sull’amore, il rispetto per l’amor proprio, per i sentimenti altrui, per la libertà personale, per i valori della diversità personale, culturale, sociale, e per l’arricchimento che deriva dalle differenze di cui ciascuno è portatore in quanto rappresentante del genere umano.

Angela Ganci



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