Nel libro “Donnafugata” di Costanza DiQuattro la storia di un casato tra i più antichi di Ibla e di una famiglia unica

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Una sorta di diario privato che percorre la storia di un casato pieno di fascino. Si presenta in piazzetta Bagnasco, martedì 22 settembre,  “Donnafugata” di Costanza DiQuattro

Immergersi nelle sue pagine è un viaggio nella storia e nelle bellezze architettoniche della Sicilia che, in una carezza lunga quasi un secolo, ci consente di ammirare il ritratto di un illuminato uomo pubblico, ma pure la storia frugale e aggraziata di una famiglia unica e insieme qualunque.

S’intitola “Donnafugata” il libro di Costanza DiQuattro (Ed. Baldini + Castoldi) che verrà presentato alle 18 di martedì 22 settembre in piazzetta Bagnasco. A dialogare con l’autrice sarà Giovanni Di Marco. L’evento è organizzato da Mondadori Point in collaborazione con l’associazione “Piazzetta Bagnasco.  Ingresso, come sempre, libero e gratuito.

Il libro

Donnafugata è un luogo, a due passi da Ragusa, tra carrubi secolari, muri a secco e campagna scoscesa. Donnafugata è un tempo, l’Ottocento, tra dominazione borbonica, moti di fierezza popolare e alba della dignità operaia. Donnafugata è un casato, tra i più antichi di Ibla, che di quella terra e quei giorni incarna gioie, patimenti e futuro. Alla sua testa c’è lui, il barone Corrado Arezzo De Spucches, di cui il libro è quasi un diario privato: da quando, ginocchia sbucciate e balia Annetta appresso, scappava bambino da don Gaudenzio e quella camurria del suo rosario; agli anni in cui, ragazzo, compie gli studi a Palermo e lì fa sua la voglia di rivoluzione; a quelli in cui, marito, padre e poi nonno, vive e invecchia «circondato dalle fimmini», amandole tutte teneramente e sopravvivendogli con il cuore spaccato.

L’autrice

Costanza DiQuattro (Ragusa, 1986),  laureata in Lettere moderne all’Università di Catania, dal 2008 si occupa attivamente del “Teatro Donnafugata”, appartenente alla sua famiglia e restituito alla fruizione del pubblico dopo sei anni di restauri. Nel 2010 ne assume la direzione artistica insieme alla sorella Vicky, dando inizio a importanti collaborazioni artistiche con prestigiosi teatri nazionali e compagnie teatrali di fama. Parallelamente alle stagioni di prosa, di musica classica e di teatro per bambini, coadiuvata da uno staff tutto al femminile, si apre alla organizzazione di festival e
mostre. Ha collaborato con «Il Foglio» e, poi, con alcune testate online siciliane. Il suo campo di scrittura spazia dalla critica sociale al costume, dal mondo della cultura a quello più strettamente legato al teatro.




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