‘’AZIZ’’ Babel e Spazio Franco al Castello della Zisa

Silvia Maiuri
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AZIZ è un progetto che Babel ha ideato in esclusiva rispondendo alla Manifestazione di Interesse del Comune di Palermo per la realizzazione di attività teatrali e laboratoriali nei teatri siti nei pressi dell’Itinerario Arabo-Normanno. Lo Spazio Franco ai Cantieri Culturali quindi e il Castello della Zisa.

“Il Castello e i Cantieri lavorano insieme e progettano un futuro – dice la soprintendente dei Beni Culturali Lina Bellanca -, ricreando idealmente quello spazio unico che un tempo era il Parco normanno del Genoardo che si estendeva dalla cinta muraria della città ed arrivava fino all’odierna Altofonte”.

“Questo progetto, oltre all’indubbio merito artistico e di valore sociale del lavoro che Babel/Spazio Franco porta avanti con successo – interviene l’assessore comunale alla Cultura Andrea Cusumano -, testimonia la fruttuosa collaborazione interistituzionale tra Soprintendenza e Comune; e fa comprendere le potenzialità del futuro parco culturale Al Medina Al Aziz che accoglierà Cantieri, giardini e Palazzo della Zisa”.

Ed ecco AZIZ.

Obiettivo dell’avviso la valorizzazione di questi teatri, rafforzando l’immagine e la visibilità della Città di Palermo, migliorare l’offerta culturale per i cittadini e i turisti nonché animare culturalmente il territorio; dichiara Giuseppe Provinzano direttore artistico di AZIZ:

“Abbiamo pensato come, per valorizzare quanto non stia giá facendo lo Spazio Franco e rispondere agli obiettivi di cui sopra, fosse necessario ‘splendere meglio’, allargare i nostri orizzonti, abbracciare le altre realtà che animano i Cantieri Culturali e creare un ponte, aprire un varco con il Castello della Zisa. Perché la valorizzazione di un teatro, di un qualsiasi luogo così come di un territorio, non passa a nostro avviso dalla semplice calendarizzazione di attività culturali in una determinata location ma nel coinvolgimento della Comunità, nelle relazioni che si riescono a innescare, quelle umane e quelle artistiche, quelle istituzionali e quelle che brillano negli occhi del pubblico. Con AZIZ lo Spazio Franco valorizza se stesso, affermando il proprio ruolo di centro di produzione culturale. Alla sua maniera, libero dagli schemi, in ascolto perenne con quanto accade, liquido e disponibile a cambiare forma e, per l’occasione, provando a essere SPLENDENTE dentro e fuori di sé.”

AZIZ farà splendere le storie, quelle che ci piace raccontare e quelle che ci piace ascoltare: narrazioni esplorate attraverso più linguaggi artistici. Il teatro, la danza, la musica, quella contemporanea, quella cantautoriale e quella tradizionale, miscellanee di questi linguaggi scenici che pongono gli artisti coinvolti in una ricerca verso un modo particolare di raccontare una storia o anche no: da un libro che si apre per una lettura differente all’immaginazione di mondi e storie lontane. Declineremo quanto di arabo, quanto di normanno e quanto di siciliano animano le nostre storie e i nostri luoghi. Attraversando questi ultimi. Rendendoli liquidi. Fruibili. Con spettacoli, Concerti, performance, laboratori , giochi sociali. Per tutti. Dai più piccoli ai più grandi.

L’ingresso è gratuito,per un numero limitato di 70 spettatori, al Castello della Zisa, aperto in notturna venerdì 1 e sabato 2 febbraio dalle 20:00 alle 23:00. Domenica 3 febbraio, il programma si salda sulla prima domenica del mese ad ingresso gratuito.

AZIZ si apre venerdì 1 febbraio alle ore 21:30 con Musharaka di Dario Muratore con la musica di Angelo Sicurella. La narrazione, estratta dallo spettacolo teatrale Tripolis,racconterà della Libia italiana e dei mutamenti socio culturali che nel tempo ha subito, fondendosi con la musica di Sicurella anche questa derivante a un precedente progetto del musicista, YUKI-O, in una perfetta comunione artistica e d’intenti.

 

 

Sabato 2 febbraio alle ore 22:00 il cantautore siculo-britannico Sergio Beercock presenta Lurlo della primavera concerto acustico, che racconta come il canto popolare sia servito e serva ancora a prendere coscienza delle ingiustizie sociali, a costruire civiltà e a far crollare imperi.

Sicilia protagonista domenica 3 febbraio dalle 11:00 alle 19:00 una carovana di narratori, performer, musicisti, cantanti che si alterneranno tra brevi storie e performance site specific. In questa carovana di artisti ci sarà la Compagnia del Teatro Ditirammu con I picciotti della lapa e le musicanti di Trizzi ri Donna con I racconti delle fate. Simona Argentieri presenta Incursioni daria performance di danza.

Nel pomeriggio, dalle ore 17:00, AZIZ si sposta allo Spazio Franco: in scena Giuseppe Provinzano in U pappaiaddu ca cunta tri cunti e, a seguire, Giacomo Guarnieri in Danlenuar.

Il programma comprende anche diversi laboratori allo Spazio Franco: se il Progetto Amuni rivolto a giovani migranti, si concentrerà sulla narrazione di storie nostrane e lontane, Ore daria sarà invece un laboratorio rivolto ai performer per creazioni site specific. Entrambi a cura di Babel Crew. Ancora MUNNI-GAME di U Game, il Circolo dei favolieri che Skenè dedica ai bambini e I Mille racconti a cura di Beatrice Monroy.

AZIZ è un progetto di Babel / Spazio Franco

finanziato dal Comune di Palermo
con la collaborazione della CCCZ-Comunità dei Cantieri Culturali della Zisa
e Coop Culture.
E il patrocinio gratuito della Soprintendenza dei Beni Culturali della Regione Siciliana.

Programma AZIZ

 Venerdi 1 febbraio 2019 h 21:30

Castello della Zisa, Sala Belvedere

MUSHARAKA
di e con Dario Muratore e Angelo Sicurella

Dario Muratore e Angelo Sicurella si incontrano, confrontano e collaborano su un concetto chiave che ha guidato i due artisti nelle loro ultime produzioni: TRIPOLIS e YUKI-O.
A dispetto di coloro che vorrebbero vedere fuori dallo stato italiano “lo straniero”, sta invece accadendo finalmente e in modo inarrestabile il passaggio in cui esso diviene parte attiva, viva, intraprendente della società contemporanea. Attraverso la musica pop, rap, trap e l’arte in primis ma non solo. Nella città di Palermo e in particolare in alcuni quartieri multietnici la concezione dello straniero si appanna, scompare, lasciando spazio alle singole persone che vivono ogni giorno una a fianco all’altra. Ognuno con la propria identità, sia essa di provenienza, di sesso, di religione o di colore della pelle; senza la necessità di attuare politiche d’integrazione ma nell’essenza stessa della convivenza.

Un’ unica comunione di intenti quindi, spirituale e materiale, che è quella di vivere il dono della vita. Essa racchiude in sé due fattori fondamentali senza i quali non può manifestarsi: l’amore per la coesistenza e il desiderio di condivisione. Valori senza i quali non rimane altro che la ghettizzazione e l’emarginazione.

I lavori di entrambi gli artisti, ognuno a proprio modo, mirano allo stesso concetto. Motivo per cui questo lavoro prende il nome di Musharaka, ovvero comunione, con un riguardo particolare alla partecipazione attiva e al coinvolgimento in uno dei temi che ad oggi è tra i più significativi del pianeta.

Sabato 2 febbraio 2019 h 22:00

Castello della Zisa, Sala Belvedere

LURLO DELLA PRIMAVERA canti di libertà dal mondo

concert show of Sergio Beercock

 “Io non canto solo per cantare né perché ho una bella voce, canto perché la chitarra possiede sentimento e ragione”, dichiarava Victor Jara in Cile contro la dittatura, prima di essere torturato e giustiziato. Un canto che sia stato coraggioso sarà sempre una canzone nuova”(Victor Jara)

Noi siamo coloro che fanno la musica,

E siamo i sognatori di sogni,
Vagando per solitarie onde marine,
E sedendo lungo desolati ruscelli;

Del mondo i Perdenti e del mondo i Dimenticati, A ridosso dei quali la luna pallida risplende: Eppure siamo coloro che muovono e scuotono Il mondo per sempre, a quanto pare.

Con meravigliose e immortali ballate
Erigiamo le grandi città del mondo,
E da una storia mirabolante
Edifichiamo la gloria di un impero:
Un uomo con un sogno, a suo piacere
Può arrivare a conquistare una corona;
E tre [uomini] con il metro di una nuova canzone possono radere un impero al suolo.

Noi, che giacciamo nelle Età
Nel passato seppellito della terra,
Costruimmo Ninive con i nostri sospiri
E Babele stessa con le nostre gioie;
Ed esse verranno devastate da quel profetizzare Che fa il nuovo mondo con l’antico;
Poiché ogni nuova Era è un sogno che muore
O un altro in procinto di nascere.

Domenica 3 febbraio 2019

Castello della Zisa, Sala Belvedere
Ore 11:00
I PICCIOTTI DELLA LAPA

(spettacolo per tutti)

Compagnia Teatro Ditirammu

La Lapa-Teatro Ditirammu è un tour itinerante per raccontare i monumenti dell’itinerario arabo-normanno riprendendo la tradizione dei cantastorie. Le litanie sono state scritte, con ironia colta, da Daniele Billitteri e la scelta dei luoghi è dettata dal fatto che sono tutti situati in luoghi dalla forte attrazione turistica della Città di Palermo, requisito indispensabile per fare ciò a cui l’ideatore Vito Parrinello ha pensato.

Un’iniziativa che punta sui giovani e si propone di divertire il pubblico riprendendo antiche tradizioni: far conoscere storie della città di Palermo, attraverso degli spettacoli con un taglio turistico ed eventualmente valorizzando l’utilizzo della lingua inglese. La manifestazione si conclude con un simpatico flash mob, una danza in compagnia degli spettatori. Una manifestazione particolare, ricca di colori, musiche e danze, che ripropone tradizioni del passato cercando di dare un volto più luminoso e vivace a una delle città più amate dai turisti.

Ore 12:00
Castello della Zisa, Sala Belvedere

I RACCONTI DELLE FATE
con le Trizzi Di Donna dell
Arci Tavola Tonda

Ambra Cannavò (voce, percussioni) Barbara Crescimanno (narrazione, canto, percussioni) Viviana Di Bella (voce, percussioni) Francesca Di Miceli (voce) Livia Giaffreda (voce, percussioni) Irene Giliberti (voce, percussioni) Francesca Nocera (voce) Roberta Scelta (voce, percussioni)

Le Fate in Sicilia sono personaggi ambigui, in parte solari e positivi, in parte lunari e quindi cangianti, come le fasi della Dea Bianca. Prendono forme differenti e compaiono nelle storie più disparate, talvolta come protagoniste, altre volte come personaggi secondari, che però conservano in sé frammenti di storie più antiche oggi sepolte dalla polvere dei secoli. Donne di fora, munacedde della fontana,magare, ninfe e altre strane donne, attraverso gli strumenti più arcaici che siano mai stati inventati – narrazione e canto – ci racconteranno qualcuno dei frammenti delle loro innumerevoli storie, di qualche loro specchio d’acqua in cui si riflette il cielo…

Il gruppo di ricerca Ninfe di Sicilia presenta un insolito spettacolo di narrazione a due voci, un dialogo giocato tra chi sta sul ‘palco’ e il pubblico. Sono richieste alle e ai partecipanti:

una minima dose di sfacciataggine, l’attitudine ad una partecipazione attivae la voglia di

mettersi, appunto, in gioco. Il pubblico sarà coinvolto come parte attiva della narrazione, e condotto – con delicatezza – in giochi vocali e percussivi che creeranno la ‘colonna sonora’ dei racconti tra voce, tamburi a cornice e percussioni.

A seguire …

INCURSIONI DARIA
Performance di danza a cura di Simona Argentieri
con Simona Argentieri Ibrahim Ba Roberto Galbo Bright Onyesue

All’interno di AZIZ il laboratorio ORE D’ARIA ha previsto la creazione di piccole performance che potranno presentarsi al pubblico come attività del percorso di creazione. Brevi coreografie personali si incontrano in uno spazio condiviso e privilegiato. In piccoli gruppi, in duetti, in assoli… con l’assoluto bisogno d’aria per ogni essere vivente. Incursioni coreografiche per danzatori che altro non hanno che il loro corpo e l’aria attorno a se. Ispirandosi ai luoghi che quei corpi abiteranno e alle relazioni che saranno in grado di instaurare, corpi che hanno necessità di dire qualcosa, per soddisfare la necessità di prendersi un momento per avere cura della propria essenza e tornare ad ascoltarla.

Ore 17:00
Spazio Franco
U PAPPAIADDU CA CUNTA 3 CUNTI

di e con Giuseppe Provinzano

 Le favole del Pitrè sono un patrimonio nazionale: lo stesso Italo Calvino nella sua raccolta Novelle D’Italia lo mette tra i più importanti novellisti italiani , laddove delle 200 favole che compongono la raccolta ben 40 appartengono al patrimonio restituitoci da Giuseppe Pitrè. Queste sono storie conosciute e sconosciute nello stesso momento, di cui troviamo traccia nella memoria delle nostre mamme e riconosciamo riaffiorare in nuove rappresentazioni di storie contemporanee che a queste si riallacciano, sono storie e favole per bambini ma che anche gli adulti farebbero bene ad ascoltare per ritornare o riscoprirsi tali , per riuscire a intercettare quel significante altro che il Pitrè sapeva nascondere tra le sue righe pensate per lo più per tenere sempre viva la curiosità dei bambini di ieri di oggi e di domani. Animali con le sembianze, i vizi e i vezzi degli umani e umani con le sembianze, i vizi e i vezzi degli animali, storie paradossali di re, reucci e principesse e reginotte che svelano i vizi di un popolo e ne restituiscono il valore di una cultura. E ci tengono legati ad esse.

Ore 19:00

Spazio Franco

DANLENUAR
di e con Giacomo Guarnieri
vincitore del Premio Enrico Maria Salerno per la Drammaturgia

Danlenuàr mette in contatto due mondi, il “proprio ombelico” (come direbbe Orwell) e la “polis”. Giacomo Guarneri ascolta le storie del passato, di emigrazione e di fughe che non

hanno conosciuto ritorno, ora in cerca di fortuna, ora per le vicissitudini della guerra. Le storie sedimentano in lui, vivono e crescono per trasformarsi sulla scena in “figure alate”.Il dramma è ambientato nel 1956, nel giorno successivo alla catastrofe mineraria di

Marcinelle, in Belgio.Genoveffa riceve la visita ufficiale del re Baldovino e vorrebbe condividere con il sovrano la propria vicenda: sette anni di corrispondenza con il marito Antonio, intrappolato per sempre a oltre mille metri sottoterra. Ma Baldovino non ha tempo di ascoltare e si congeda. Sola con i propri ricordi, la donna ripercorre le tappe dell’amore, della guerra e della migrazione. La rappresentazione evade dal contesto scenico e tocca argomenti universali: la precarietà della condizione dell’uomo, le morti bianche, i rapporti umani. Come dice Beckett, tutto si collega nella lunga follia del corpo, nella vita è così e nei migliori casi anche sulla scena.

LABORATORI

MUNNI-GAME costruisci la tua storia

Rivolto a un pubblico dagli 8 ai 16 anni
Powered by ‘U Game
Sabato 8 feb e Dom 9 feb

dalle h 11.30 alle 13.30 allo Spazio Franco

Il Laboratorio invita i ragazzi ad immaginare e soprattutto a costruire una storia immaginandola in luogo di svago, di sollazzo, proprio come lo Spazio Franco, i Cantieri Culturali della Zisa, il Castello della Zisa. I ragazzi sono divisi in gruppi; il loro compito è di costruire le loro storie e il loro ideale di svago utilizzando un kit di materiali di riciclo.

Possono attingere tra materiali molto differenti studiati per farli riflettere sul riuso di ciò che viene gettato e sul valore dell’immaginazione che può dare nuovo senso agli oggetti più diversi. Per aiutarli nel loro compito e fornire un quadro di riferimento immaginifico, ciascun gruppo di ragazzi giocherà con una situazione differente.

La storia potrà essere costruita:
• Su un’isola vulcanica sottoposta a frequenti distruzioni

  • Su Marte
    • Su un’isola dei Pirati
    • Sotto il mare
    • Su un’isola di ghiaccio

Lo scopo del laboratorio è stimolare nei ragazzi l’attribuzione di un nuovo valore agli oggetti di scarto. Si tratta di un gioco di immaginazione nel quale un tubo zigrinato può diventare un corridoio subacqueo, delle cannucce un’antenna per comunicare con la terra, un foglio di carta può diventare un porto dove far attraccare le navi. È il gioco del se fosse, è un’arena nella quale i ragazzi sperimentano come prendere delle decisioni in gruppo e come tendere ad un obiettivo comune.

Ciascun gruppo dovrà immaginare nella sua costruzione:

  • Gli spazi comuni
    • Un luogo Fresco
    • Un luogo caldo
  • Un posto dove mangiare insieme
  • Un giardino delle meraviglie (anche con giochi d’acqua e piscine)
  • Tutto ciò che si ritiene utile per divertirsi

Alla fine Ciascun gruppo avrà 5 minuti per descrivere il suo sollazzo e si valuterà valutare se far votare i ragazzi rispetto al lavoro degli altri gruppi.

IL CIRCOLO FAVOLIERI

Rivolto a bambini dai 6 agli 11 anni

sala Skenè dello Spazio Franco

Sabato 8 febbraio ore 16:30/18:30

“Il ghiaccio che amava il sole”: Laboratorio + Narrazione

Qual’è l’origine del fiore più famoso tra i fiori che crescono dove il sole è più forte? Lo spiega una delicatissima e antica favola persiana. Lettura a voce alta nella versione della favola illustrata edita da Valentina Edizioni, a cui seguirà il laboratorio creativo per la costruzione con materiali di riciclo di un contenitore che dovrà conservare i semi preziosi del girasole che verranno regalati ai bambini.

 Domenica 9 febbraio ore 16:30/18:30

“Laquila che suona”: Laboratorio + Narrazione

Qual è l’aquila che suona e perché? Raccolta sulle Madonie, una delle fiabe più belle raccolta dal Pitrè, lettura a voce alta della versione narrata da Emanuele Buttitta e illustrata da Marcella Brancaforte.

Laboratorio di disegno su tela con la riproduzione dell’aquila dalle ali d’oro.

ORE DARIA
Laboratorio per danze spontanee a cura di Simona Argentieri

Spazio Franco

Sab 26 h 10.30/13 … Dom 27 h 10.30 /13 … Mart 28 h 10.30 /13 … Giov 31 h10.30/13 Sab 2 h 10.30/13 … DOMENICA 3 FEB – performance ….Mart 5 h 15.30/17.30 … Giov 7 h 15.30/17.30

Ore d’aria è un laboratorio pensato per il movimento di corpi che hanno necessità di dire qualcosa, per soddisfare la necessità di prendersi un momento, almeno un’ora, per avere cura della propria essenza e tornare ad ascoltarla.
Partendo dal nostro quotidiano fatto di parole e movimenti inconsulti, in un ambiente “sicuro”, i partecipanti raccontano di sé, riscoprendosi come ormai ci si era dimenticati di essere. Guidati in un percorso tra improvvisazione e composizione coreografica, il protagonismo delle parole lascia il posto a un movimento che si manifesta e si schiude nella sua unicità. Ore d’aria è un laboratorio per sentimenti che hanno bisogno di parole e per parole che hanno bisogno di un corpo e di un movimento per meglio esprimersi. In questo percorso parole e movimento si vengono incontro si scontrano e si ricompongono in movimenti parlanti e parole danzanti. Brevi coreografie personali si incontrano in uno spazio condiviso e privilegiato.In piccoli gruppi, in duetti, in assoli… c’è un assoluto bisogno di un’ora d’aria per ogni essere vivente.

PROGETTO AMUNI

Spazio Franco

a cura di Babel

8 appuntamenti: 21 dicembre /// 27 dicembre /// 3 gennaio /// 10 gennaio /// 17 gennaio /// 24 gennaio /// 28 gennaio /// 29 gennaio h 15/18

AMUNI è un laboratorio multidisciplinare dei mestieri artistici e tecnici dello spettacolo dal vivo per la Costituzione di una Compagnia dei Migranti! AMUNÌ è vincitore del bando MigrArti 2017 e 2018 e del Premio MigrArti 2018! Amuni si rivolge a chiunque abbia vissuto almeno una volta nella vita la condizione di migrante o che ne abbia memoria nella sua famiglia.AMUNì è un termine che nella lingua siciliana significa “andiamo”: un’ espressione che indica contemporaneamente la proposta ad andare e l’accettazione di questa: a domanda “amunì?” si risponde “amunì!” . Amunì indica il movimento interno ed esterno di ogni persona che si muove verso un obiettivo da raggiungere o realizzare.

Il Progetto Amunì vuole riflettere e dilatare all’infinito in un iperspazio scenico, quel preciso momento in cui ogni migrante di ogni tempo e luogo, decide di partire e lasciare la propria terra di origine alla ricerca o conquista di un sogno, laddove questo può declinarsi in sete di conoscenza, necessità di fuga, desiderio di scoprire e di scoprirsi, bisogno di cercare altrove una possibilità.

I MILLE RACCONTI

Spazio Franco
a cura di Beatrice Monroy

Lettore Giuseppe Provinzano

6/7/8 febbraio ore 19/22

12 febbraio ore 19/22

Ma se conosco una storia e voglio raccontarla?

Quattro incontri in forma di laboratorio, rivolti a tutti coloro che desiderano imparare a “mettere insieme”, una storia sia essa letteraria che trasmessa oralmente, e costruire un canovaccio di lavoro che serva di base al lavoro di narrazione.

Nei primi tre incontri, prendendo spunto dal lavoro, Vi racconto l’opera al teatro Massimo di Palermo, si partirà dalla narrazione delle trame di due opere, La Traviata e Macbeth (non è necessario conoscere l’opera), ciascuno cercherà di costruire il proprio canovaccio con le parti da leggere, le parti da narrare e i riferimenti ad altri testi. Negli ultimi due incontri si prenderà “possesso” del canovaccio provandone una narrazione.

Info

Facebook: Spazio Franco

www.babelcrew.org
+393891157684

 

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