Aritmie e morte cardiaca improvvisa, a Palermo un convegno sul tema

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Sinagra: “Defibrillatore efficace, ma necessario andare oltre linee guida”

“…..specializzazione che spesso frammenta/contesti, la globalità, la complessità. …La specializzazione “astrae” ossia estrae un oggetto dal suo insieme, ne rifiuta i legami e le interconnessioni con l’ambiente, lo inserisce in un settore concettuale astratto che è quello della disciplina compartimentata, in cui le frontiere spezzano arbitrariamente la sistemicità e la multidimensionalità dei fenomeni…”, queste le parole del filosofo Edgar Morin che hanno fatto da filo conduttore al convegno intitolato “2nd Palermo Expert Meeting – What’s up On Ventricular Arrhythmias Management And Sudden Cardiac Death Prevention” tenutosi oggi, 1 ottobre 2022 presso gli spazi dell’hotel NH del Foro Italico Umberto I a Palermo, organizzato da Giuseppe Coppola, cardiologo e ordinario di Aritmologia clinica e interventistica dell’Università degli studi di Palermo insieme al collega Giuseppe Sgarito, presidente regionale dell’Aiac (Associazione italiana aritmologia e cardiostimolazione).  Al centro del convegno, che ha riunito alcuni dei massimi esperti siciliani, nazionali ed internazionali in materia di prevenzione degli eventi aritmici ventricolari, l’utilizzo del defibrillatore nei soggetti a rischio di morte cardiaca improvvisa.

La gestione farmacologica dell’extrasistolia e delle aritmie ventricolari nel cuore sano, l’uso del defibrillatore indossabile, sottocutaneo e lo stato dell’arte di quello extracardiaco, la stratificazione del rischio aritmico e il ruolo dell’ablazione nella nota sindrome di Brugada, ma anche l’intelligenza artificiale e la simulazione numerica nella comprensione dei meccanismi di tachicardia ventricolare: questi alcuni dei titoli dei numerosi interventi che hanno caratterizzato il convegno che ha visto la partecipazione, tra gli altri, di Gianfranco Sinagra, Direttore SC Cardiologia e DAI Cardiotoracovascolare di ASUGI  – Azienda sanitaria universitaria Giuliano Isontina, che ha spiegato quanto l’uso del defibrillatore abbia dimezzato, nel mondo, le morti improvvise su pazienti  affetti da, ad esempio, fibrillazione atriale parossistica ed insufficienza cardiaca o cardiomiopatia dilatativa: “Solo il defibrillatore è riuscito a staccare le curve attuariali in maniera significativa, cosa che non avevano fatto i betabloccanti ed ACE-inibitori. Il rischio annualizzato di morte improvvisa per 100 pazienti l’anno – ha sottolineato Sinagra -, al giorno d’oggi è inferiore ad 1 (UNO) nel paziente in terapia ottimizzata e protetto da un defibrillatore”.

Più la terapia farmacologica si è evoluta – ha proseguito Sinagra -, più è divenuto evidente che il primo step è l’approccio farmacologico e abbiamo le linee guida, che hanno buone ragioni per essere usate e altrettante buone ragioni per non essere seguite. Sono uno strumento fondamentale, ma hanno dei limiti e non sono omogenee perché generate da studi clinici su basi di popolazioni con una malattia, mentre noi curiamo individui malati, per cui dobbiamo fare uno sforzo in più affinché si crei omogeneità. Non ci si può, dunque, basare su un numero – ha concluso Sinagra – ma occorre fare una personalizzazione delle indicazioni che passi attraverso una serie di attente valutazioni, quali quelle dell’indagine del profilo genetico del paziente, della sua storia clinica, dell’età e delle sue condizioni generali anche psicologiche per poter esercitare un buon giudizio clinico”.

Sabrina Longi
Author: Sabrina Longi

Giornalista pubblicista, addetto stampa @fisdir_sicilia, autrice, cantante

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