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Piazza Armerina

Piazza Armerina sorge sulle pendici del Colle Armerino; tale ubicazione, determinò l’aggiunta all’originario “Piazza” (così si chiamava il paese fino al 700), di “Armerina”. Piazza ArmerinaGià popolata tra l’VIII ed il VII secolo a.C., fu successivamente colonizzata dai Romani, di cui notevole è la testimonianza, dai Bizantini e dagli Arabi. Nel 1061, il conte normanno Ruggero entrò nella città trionfalmente e venne accolto dalla cittadinanza con grande entusiasmo. Il Conte fece dono ai cittadini dell’immagine di una Madonna bizantina che, ancora oggi, viene custodita in un tabernacolo d’argento, nell’altare maggiore del Duomo. Nel 1161 fu distrutta da Guglielmo I, il Malo, che la ricostruì qualche anno più tardi. La città ricostruita rifiorì e si espanse urbanisticamente, grazie ai privilegi che Guglielmo le elargì, finché nel 1299 non fu assediata dagli Angioini. La crescita di Piazza si consolidò nel corso del ‘600: l’aspetto architettonico della città è, infatti, dominata dal barocco anche se restano tracce di edifici medievali, del periodo gotico-siculo e di quello rinascimentale. Tra i diversi monumenti di Piazza Armerina, quello che desta maggiore interesse è la “Villa Romana del Casale”. Senza dubbio, è il più importante monumento romano della Sicilia ed è tutelato come bene dell’umanità dall’Unesco. Gli scavi, già intrapresi alla fine del 1800, avevano riportato alla luce alcune parti del pavimento musivo. Nel 1928, sotto la direzione dell’Archeologo Paolo Orsi, fu rinvenuto il mosaico che raffigura “Le fatiche di Ercole”. Soltanto negli anni cinquanta venne rilevata tutta la planimetria dell’edificio anche se, ancora alcuni ambienti non sono stati scoperti. La Villa, costruita nel corso del IV secolo d.C, costituiva la residenza di campagna della famiglia imperiale di Massimiliano Erculeo. Nel XII secolo Guglielmo I distrusse il villaggio e la villa venne sommersa da limo e terra alluvionale. Il complesso architettonico era costituito da quattro corpi variamente decorati con oltre 3500 metri quadrati di mosaici policromi pavimentali, con vari soggetti. Tra questi si citano i mosaici della sala “Trichora” con “Le fatiche d’Ercole”; il grande corridoio oltre il peristilio dove è raffigurata la “Grande Caccia”; la stanza da pranzo invernale con la “Piccola Caccia”; la stanza principale dell’appartamento, a destra dell’aula basilicale, con “Airone sul delfino”; l’aula privata della Villa con le “Dieci ragazze in bikini” e la palestra del vasto complesso termale con la scena del “Circo”.

DIAETA_DELLA_PICCOLA_CACCIA CUBICOLO_DELLA_SCENA_EROTICA VESTIBOLO_DI_POLIFEMO Il Duomo di Piazza Armerina
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Piazza Armerina sorge su un’altura dei monti Erei meridionali, nella Sicilia centrale, a quasi 700 m d’altitudine e a poca distanza da Enna. La città, tra i maggiori punti di riferimento della provincia, è incastonata tra fitti ed estesi boschi misti con predominanza di eucaliptus, che si estendono ai suoi piedi a nord come a sud. Il territorio comunale della città rientra tra i primi 100 comuni italiani per superficie, piazzandosi al 37° posto con un’estensione di 302 km², che ne fanno il secondo centro della provincia alle spalle del capoluogo, ed il settimo della regione. Il suo punto più alto è di 877 m sul livello del mare, mentre quello più basso si colloca a quota 225 m, determinando una notevole escursione altimetrica che si registra tra il centro urbano e le località sottostanti, tra cui numerose sono le enclavi, ritagliate nei territori dei comuni limitrofi. Qualora dovesse formarsi la provincia del Calatino, potrebbe rientrarvi anche Piazza Armerina. La città è circondata, oltre che dalle foreste del parco della Ronza, e dagli altri boschi, da altri siti dalla prospera natura, quali ad esempio il lago d’Olivo, bacino artificiale creato a scopi irrigui, o il sito archeologico di Montagna di Marzo, avvolto anch’esso nel verde. Senza contare che in un raggio limitato, nei pressi di Enna, si apre il lago di Pergusa, incorniciato dall’incantevole riserva omonima ad alta naturalità, o altresì la Riserva naturale orientata Rossomanno Grottascura Bellia, parte della quale ricade proprio in territorio armerino. Quest’ultima riserva abbraccia il bosco di Rossomanno, che prende nome dall’omonimo monte, una fitta selva i cui sentieri sono stati recentemente ritracciati per favorire le attività escursionistiche e di trekking.

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