Home » Cultura » Eraclea Minoa

Eraclea Minoa

Eraclea MinoaEraclea Minoa è il nome di un’antica città greca della Sicilia sud occidentale, secondo Erodoto, fondata dai Selinuntini che la chiamarono originariamente Minoa. Eraclea Minoa è posta nel territorio del comune di Cattolica Eraclea in prossimità del fiume Platani (antico Alico); la zona oggi prende il nome di Capobianco per via di una candida collina marnosa che si protende sul mare nelle vicinanze. Venne chiamata Eraclea in onore di Eracle mentre Minoa sembra collegarsi alla leggenda secondo cui il re cretese Minosse avrebbe inseguito Dedalo fino in Sicilia per punirlo del suo aiuto dato ad Arianna e Teseo alle prese con il labirinto. Minosse avrebbe poi trovato la morte proprio in questi luoghi per mano dello stesso re sicano presso cui Dedalo si era rifugiato. Il regno di Kocalos era in effetti situato lungo le rive del fiume Platani con capitale Kamico, da alcuni identificata con Sant’Angelo Muxaro da altri con Caltabellotta. Dalla fine del VI secolo a.C., Eraclea Minoa passò sotto il dominio di Akragas e successivamente alla invasione punica del 409 a.C. passò nella zona sotto il controllo cartaginese: durante le guerre greco-puniche il vicino fiume Platani ha segnato per secoli la linea di confine naturale tra la epicrazia cartaginese in Sicilia ed i territori sotto l’influenza siracusana. Contesa tra greci e cartaginesi cadde, ora in una, ora nell’altra mano, finché nel III secolo a.C. non divenne colonia romana. Dal I secolo a.C. in poi venne abbandonata. Gli scavi archeologici sulle rovine vennero intrapresi in maniera sistematica a partire dal 1950. La città viene considerata tipica per comprendere l’urbanistica delle città ellenistiche e romane. Di grande interesse sono: il Teatro, costruito alla fine del V secolo a.C., che si apre con la cavea, divisa in nove settori a dieci gradoni, verso il Mare Mediterraneo ; il quartiere delle abitazioni ellenistiche e romane con impianto urbanistico ad “insulae”, separate da strade parallele; l’Antiquarium, che raccoglie una selezione di reperti ceramici e statuette votive provenienti dall’abitato e dalla necropoli. Sono in parte visibili anche i resti della cinta muraria della città costruita tra la fine del VI e la fine del IV secolo a.C., della lunghezza stimata di circa 6 chilometri. A nord-est delle mura si riconoscono ancora otto torri quadrate.

Facebooktwittergoogle_plusredditpinterestlinkedinmailby feather

Comments

comments

About Redazione

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *

*

Social Media Auto Publish Powered By : XYZScripts.com