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Castello di Piazza Armerina

Rude castello la cui attuale costruzione risale alla fine del XIV sec. poiché, in quel tempo, re Martino ordinò la trasformazione in munita roccaforte di un antico piazza_armerina«cenobio» dei conventuali francescani ai quali fu dato in cambio un preesistente castello normanno, non ritenuto più adatto alla difesa e del quale più nulla sopravvive.
Tra le mura del nuovo edifìzio rimase in funzione la chiesa dei padri francescani ove si celebra ancor oggi la messa per i detenuti. Nel 1396 rè Martino assegnò il castello a Giovanni Suriano, priore di S. Andrea.
In seguito sotto rè Alfonso, (1416 circa), ne fu castellano Alfonso de Cardines i cui eredi ritenendosi «investiti in feudo della proprietà del castello» lo presidiarono con le loro milizie e parte di esso adibirono a prigione.
Sul 1812 infine, con l’abolizione delle «castellanie», il vecchio maniero passato al demanio fu completamente trasformato in carcere. Tra il tempo di re Alfonso e il 1812 nulla di esso ci viene tramandato e dobbiamo supporlo sempre di proprietà dei Cardines poiché nel 1876, con sentenza del tribunale, ne fu riconosciuta la proprietà agli eredi di detta famiglia. Essi, riavutolo in possesso, lo affittarono al governo che continuò ad adibirlo a carcere giudiziario. Massiccio nella sua larga e bassa struttura, con un contro muraglione che ne abbraccia la base e sul quale corre tutto un camminamento, il castello conobbe lo sfarzo della corte di rè Martino e della giovane regina Maria, che vi dimorarono a lungo ed in quel tempo di continue lotte «baronali» qui convocarono i ribelli caltagironesi ai quali diedero il loro augusto perdono. Anche in seguito spesso vi si diedero convegno esponenti della più alta nobiltà siciliana.

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